Oltre la Natura
La percezione muta incessantemente, oltre un certo suo mutamento la stessa Natura muta, quel che appare non ha più corpo né sostanze per trattenersi, depositarsi. Il mutare è un ruscello vivace, appena accennato nella folta boscaglia delle montagne, lo si ode senza poterlo vedere, scorre anche nel deserto, ben riconoscibile nell’arsura della sabbia, nei riflessi spontanei del cielo stellato. Il ruscello non vede, vibra delle contrazioni vitali che lo animano, il vento vi si disseta, assorbe l’abbraccio che lo estingue e sorregge.
Nel palmo delle mani si accumula il calore, le intenzioni si manifestano, indomabili e precise nel proprio agire.
Sentieri
Si diluisce la notte fino ad estinguersi nel l’abbraccio. Il calore si osserva, le piante palpitano, si distaccano, accumulano lo slancio.
Lo slancio si prosciuga nello stagno, voli mimetici risalgono le arterie, depositano nelle mani petali marini. Un canto composto piove sul paesaggio, irrora la Natura, genera gli sguardi delle montagne ridenti.
il sentiero chiama la sua gente, risucchia nel profondo delle rocce innevate, attende i passi felici delle corse mattutine. Lungo la salita crescono gli ultimi fiori estivi, radici percorse da brividi, grinze laviche sui fianchi. Il balzo cancella gli sguardi, le ombre cascano nei respiri, spinte colorate tingono epidermidi nascenti. La vita viene sopraffatta dalla presenza.
Attrazione e confinamento
L’attrazione , qualsiasi forma di attrazione tra entità, sia di natura sentimentale, che squisitamente fisica magnetica o elettrica, comporta un confinamento di entità entro determinati canali, l’immediata creazione, nascita, di un involucro in parte impermeabile e in parte isolante, un certo grado di isolamento da altre entità. Se l’interazione fra entità è immaginata solamente in termini di attrazione e confinamento si immagina un habitat popolato da strutture che si muovono fra stati, più o meno estesi nel tempo, di isolamento reciproco. Da quell’isolamento scaturisce una forma di rapporto che è sempre dello stesso tipo, ovvero un rapporto di esclusione e confinamento. Si genera così un cosmo in cui le materie non sono che le successive posizioni di attrazione e confinamento che le entità assumono, si tratta di un cosmo bloccato all’interno di una eterna dinamica di attrazione e confinamento. Ma se le entità vengono immaginate e magari percepite come qualcosa che si integra senza bisogno di attrazione e confinamento, allora il cosmo si apre, la sua circolazione diventa imprevedibile ed essenzialmente non avviene in un circuito chiuso, ovvero il cosmo si dissipa, si potrebbe dire rispetto a una concezione basata sulla dinamica di attrazione-confinamento. Quando si dice che le entità sono capaci di integrarsi nella natura ed oltre, ci si riferisce proprio alla loro capacità di connettersi fra di loro senza bisogno di attrarsi e confinarsi, ma questo vuol dire che la stessa entità dissolve se stessa ancor prima di connettersi e quel che successivamente si connette è la dissolvenza della percezione stessa, da cui segue poi il riassorbimento.
Aria immota
Il sole si libera del suo calore e si congiunge.
Lo sguardo si scioglie nel sorriso che apre la via nel petto, rami carnosi emettono luci, ultime dimore popolate da braccia. I raggi avvolgono il corpo, lo rendono una fune intrecciata d’ impulsi, una mente elastica si distacca dal tempo, gorgoglia rissosa per un breve attimo.
La luce appare senza risplendere, precede le profondità, le sommerge. L’abbraccio riluce lontano, rincorre la corrente, lascia incendiare il tempo, inchinandosi raccoglie fra le mani un gregge di stelle, depone la prepotenza, si dilegua con un bagliore.
Il cuore si confonde con lo stormo di luci. Volano fra le paludi inabissandosi nelle nebbie immote. Il vortice interno risuona impalpabile, leggero.

after you, video comunication and perception