Cenni, in superficie

Cenni

Terreno d’acqua, laguna tremante, orizzonte apre i cieli, la vita irrora . L’animazione decide  i suoi impulsi , la terra cade, gioco sottile , attenzione, slancio , leggerezza dell’ apparire.

In superficie

Inodore, semplice luminescenza, sciogliere  la terra, preparare le stelle, ore profondamente incise nel ritmo, altri luoghi si  ragguppano, emerge  un getto, incontrollabile,  freme,  trascina via, dispersione nell’ombra, nomi ricomposti, gesti attrattivi, scivolare nell’acqua, lungo il gelo, tuffo dopo tuffo, polvere di sabbia, in attimi, incontri ripetuti. Aprire le montagne, frugare la terra in cerca di sorrisi, le nuvole tracciano la storia,  liquido inorganico compone rarefatti impulsi, quasi-cuori mangia-spazio respiranti calore. Presenze, turbini senza complici,  giostre di attimi fatali, sapori direzionali, a tratti braccia forti e docili,  la voce insistente, e poi. Fiori sospinti dalle maree, liquide forze tracciano vie negli organismi, i loro perimetri,  setacciano involucri emozionali, ricompongono flussi, somiglianze inaspettate, gli incontri cellulari germogliano, fluttuano nelle pietre, orientano animali impauriti. La sete, la fame, ogni richiamo , immergere nel vento.

In superficie: comete traccianti compaiono nello sguardo, primule estive flettono draghi impazienti, ruotano nelle mani crepitanti energie, sorrisi frugali catturano materia , la dirigono, formazioni nascenti  sul crinale, salsedine nel ventre. Richiesta, voci  affermano , il momento  degli insetti e del calore, pioggia  scorre nelle paludi affollate,  luci saldano i loro impulsi in reticolati gelatinosi, solidi attimi, sguardi congiunti.

Inserito in hatha yoga, poetry, yoga | Etichette | Lascia un commento

Secondo volo, inerpicarsi

Secondo volo- Volare fra i canti, sereno , frugale, senza un segno ,sciogliere le chiome, caduta nel cielo, aria assente, leggero oltre il corpo, salire sul cuore, incontrare le terre, senza nome di, cantare lo slancio senza il tuo nome,  vagare  nelle mani,  vegetazioni irrisolte, stabili nell’oscurità, risorse dei tuoi cuori, notte, attimi d’incertezza donati, riposo  ora ombre, salire nel tuo silenzio, le correnti si mischiano nel nulla, il vortice dei silenzi fra le mani, colate di calore al risveglio, la sua pioggia riempie la vita, seguire respiri , incontro . Il cuore è stabile, il volere si dirige altrove, aria mattutina gela  fra i palmi delle mani, ora ritorno con i cuori, palpitare.  Salire nel cuore del tuono, ottenere l’abbraccio, l’impulso ricevuto si  fa strada, non lascia impronte , spingere oltre le stelle, torrenti  impulsivi, dopo il risveglio, breve, quasi autoritario, un bacio.

Inerpicarsi-Il cuore insegue la gioia dell’incontro. Risale la  strada delle montagne, i ghiacciai si sono ripresi il loro terreno; la neve,  inesauribile nel suo amore, nutre il gelo, accoglie il mio ventre. Il gelo riposa nelle ossa, chiede spazio alla luna, si lascia trascinare nel torrente montano, fino al primo lago dove affonda, poi si avvolge nella terra, ripiegato molte volte in un impulso di cristallo. Il sentimento si posa  sui pendii innevati, l’estate germoglia fra le chiome fiorite di neve, tremori  impulsivi si inerpicano nei sentieri, cristalli animati si colorano di fiori acquiferi, altri animali volano, la montagna si apre .

Il silenzio decide. Il silenzio è una fonte avvolta nella vegetazione. Aperta al cielo ogni giorno, ogni notte, indifferente al suo destino, depositata su un fondo vibrante, calore immesso nei cuori, cuori generati dal calore, l’impulso è il tuo calore nel cuore, silenzio di fonte, fronde rumorose, fiorite, fasciate dal cielo. Il cielo si riassorbe lontano dalla terra. Gli oceani brillano allontanandosi, avvolti dallo spazio filtrano il loro canto, espellono il contatto, uno scarto appena percepito, la vita e la morte si mischiano reciprocamente, cancellati dal nuovo silenzio, accolti senza alcuna promessa.

Inserito in hatha yoga, poetry, yoga | Etichette | Lascia un commento

Oltre la natura, sentieri, attrazione e confinamento, aria immota

Oltre la Natura

La percezione muta incessantemente, oltre un certo suo mutamento la stessa Natura muta, quel che appare non ha più corpo né sostanze per trattenersi, depositarsi. Il mutare è un ruscello vivace, appena accennato nella folta boscaglia delle montagne, lo si ode senza poterlo vedere, scorre anche nel deserto, ben riconoscibile  nell’arsura della sabbia, nei riflessi spontanei del cielo stellato. Il ruscello non vede, vibra delle contrazioni vitali che lo animano, il vento vi si disseta, assorbe l’abbraccio che lo estingue e sorregge.
Nel palmo delle mani si accumula il calore, le intenzioni si manifestano, indomabili e precise nel proprio agire.

 

Sentieri

Si diluisce la notte fino ad estinguersi nel l’abbraccio. Il calore si osserva, le piante palpitano, si distaccano, accumulano lo slancio.
Lo slancio si prosciuga nello stagno, voli mimetici risalgono le arterie, depositano nelle mani petali marini. Un canto composto piove  sul paesaggio, irrora  la Natura, genera gli sguardi delle montagne ridenti.
il sentiero chiama la sua gente, risucchia nel profondo delle rocce innevate, attende i passi felici delle corse  mattutine. Lungo la salita  crescono  gli ultimi fiori estivi, radici percorse da brividi, grinze laviche sui fianchi. Il balzo cancella gli sguardi, le ombre cascano nei respiri, spinte colorate tingono epidermidi nascenti. La vita viene sopraffatta dalla presenza.

 

Attrazione e confinamento

L’attrazione , qualsiasi forma di attrazione tra entità, sia di natura sentimentale, che squisitamente fisica magnetica o elettrica, comporta un confinamento di entità entro determinati canali, l’immediata creazione, nascita, di un involucro in parte impermeabile e in parte isolante, un certo grado di isolamento da altre entità. Se l’interazione fra entità è immaginata solamente in termini di attrazione e confinamento si immagina un habitat popolato da strutture che si muovono fra stati, più o meno estesi nel tempo, di isolamento reciproco. Da quell’isolamento scaturisce una forma di rapporto che è sempre dello stesso tipo, ovvero un rapporto di esclusione e confinamento.  Si  genera così un cosmo in cui le materie non sono che le successive posizioni di attrazione e confinamento che le entità  assumono, si tratta di un cosmo bloccato all’interno di una eterna dinamica di attrazione e confinamento. Ma se le entità vengono immaginate e magari percepite come qualcosa che si integra senza bisogno di attrazione e confinamento, allora il cosmo si apre, la sua circolazione diventa imprevedibile ed essenzialmente  non avviene in un circuito chiuso, ovvero il cosmo si dissipa, si potrebbe dire rispetto a una concezione basata sulla dinamica di attrazione-confinamento. Quando si dice che le entità sono capaci di integrarsi nella natura ed oltre, ci si riferisce proprio alla loro capacità di connettersi fra di loro senza bisogno di attrarsi e confinarsi, ma questo vuol dire che la stessa entità dissolve se stessa ancor prima di connettersi e quel che successivamente si connette è la dissolvenza della percezione stessa, da cui segue poi il riassorbimento.

 

Aria immota

Il sole si libera del suo calore e si congiunge.

Lo sguardo si scioglie nel sorriso che  apre la via nel petto, rami carnosi emettono luci, ultime dimore popolate da braccia. I raggi avvolgono il corpo, lo rendono una fune intrecciata d’ impulsi, una mente elastica si distacca dal tempo, gorgoglia rissosa per un breve attimo.
La luce appare senza risplendere, precede le profondità, le sommerge. L’abbraccio riluce lontano, rincorre la corrente, lascia incendiare il tempo, inchinandosi raccoglie  fra le mani un gregge di stelle, depone la prepotenza, si dilegua con un bagliore.
Il cuore si confonde con lo stormo di luci. Volano fra le paludi inabissandosi nelle nebbie immote. Il vortice interno risuona impalpabile, leggero.

after you, video comunication and perception

after you, video comunication and perception

 

Inserito in Art, hatha yoga, Health and wellness, poetry, Salute e Benessere, yoga | Etichette , | Lascia un commento

More compressions

The practice of hatha-yoga is based on the use of pression on one’s own body.  Then pression, at a deep level, is connected with mutation of perception, mutation of Nature, concentration. By the way, hatha yoga is only one  of the innumerable ways to operate with pressions. Different pressions implicate different  deep connections and perceptions, but the mutation of Nature and concentration remains the same as hatha yoga.

Jogging is an example of pratice of different pressions then hatha yoga, also working slowly with a bar is one more example.

La pratica dello hatha yoga è basata sull’uso della pressione sul proprio corpo. Inoltre la pressione, a un livello profondo, è connessa con la mutazione della percezione, della Natura, concentrazione. In ogni caso lo hatha yoga è solamente uno degli innumerevoli metodi per operare con le pressioni. Pressioni diverse implicano diverse connessioni e percezioni profonde, ma il mutamento della Natura e la concentrazione restano le stesse.

La corsa è un esempio di pratica di differenti pressioni dallo hatha yoga, anche lavorare lentamente con una sbarra è un ulteriore esempio.

Inserito in hatha yoga, Salute e Benessere, yoga | Lascia un commento

Volo, presenza

Volo-Chi può respirare vibra di calore nello spazio nascente. La luce striata della stella tramuta il coraggio in certezza. Affannato , vicino alla fonte, altri arrivati lo guardano, l’incontro si dilegua nell’affetto silenzioso. Lieve accenno del corpo, la pressione fuoriesce, trasporta con se un’amicizia tenace, i muscoli non trattengono l’azione, il cielo si lascia afferrare, sprofonda nelle braccia sudate, decisioni. L’agire  è il tuo augurio, vento , dimora delle tue labbra, ossa intessute nell’orizzonte, la presa scivola via, consumata da una felice assenza.

Il contatto dimora, preludio , mani giungono, si affievoliscono, luci retrattili gemmano lungo i ghiacciai, pietre  gracchianti  scintillano nella notte elettronica, prima dell’alba   brulicano le anime lontane da se stesse. Resto  a guardarti, sondare il tuo calore, sprofondo nel canale, raccolgo  gesti affannati, la tua decisione è netta. Il volo è un’apertura presente, cresce dentro di me, afferra  l’intensità , modella vite intere, plana oltre lo sguardo.

Presenza- Il mare ondeggia, ingoia  l’aria, muove la terra, ricopre il ghiaccio col sole, mostra la sua assenza nel cuore, trova riposo , il colore fluttua.

Lontani dai suoni, consumate le immagini, presenza diffusa nella presenza, un atto scomodo da comunicare, nient’altro in cui immergersi

hatha yoga video free download

hatha yoga video free download

Inserito in hatha yoga, poetry, Salute e Benessere, yoga | Etichette | Lascia un commento

Evocare, realtà ordinaria

Chi evoca non  dialoga.
L’evocazione, per sua natura, rappresenta già  un  contatto percettivo profondo e particolare  non interessato al contatto immediato con un interlocutore. L’evocazione ambisce a  comunicare i suoi profondi contatti percettivi alle persone, quel comunicare non è un dialogo, è l’esposizione  di un qualcosa di  ineffabile e non intuibile, non spiegabile  da una quantità di domande e risposte, tanto più  se condotte in base a qualche logica di pensiero.  In ambito  evocativo le persone possono parlare fra loro in qualche modo,  ma in realtà non esiste un interlocutore né esistono le persone dato che la percezione ordinaria si è  dissolta, ovvero  l’individuo e la sua esperienza  sono stati sostituiti da manifestazioni che non prevedono né individualità, né esperienza. In ambito evocativo le persone, come individualità, già si sono diluite in altro. Le persone che parlano fra di loro evocando non dovrebbero ottenere niente in termini di individualità, se ciò si verificasse ci si troverebbe molto lontano dall’evocare.
Ogni manifestazione, come emissione di se stessa, dispone di percezioni e di evocazioni umane. Le manifestazioni, attenzione!, non sono quantificabili e individuabili, quindi affermare che “ Ogni manifestazione, come emissione di se stessa,…” è già profondamente evocativo. Anche l’evocare non può sottrarsi all’ effetto speculare o simmetrico delle rappresentazioni umane: anche se le seguenti parole sono prive di senso, si può dire che l’essere umano è manifestazione, qualsiasi manifestazione è in qualche modo anche umana. L’effetto guaina-membra isolante  della percezione  ordinaria crea il paradosso della specularità nelle rappresentazioni evocative, come crea l’illusione di un cosmo realmente esistente. Ogni percezione deve essere resa ordinaria adeguandola alla parte dello specchio-simmetria ordinaria. Non lo si può evitare se non col silenzio e col non agire. Evocare non vuol dire immergersi nell’altra parte dello specchio o della simmetria, vuol dire non lasciarsi irretire dalle immaginazioni della percezione ordinaria  sebbene le si usi come linguaggio; evocare significa  avvertire come l’immaginare ordinario sia al tempo stesso percezione ed automatismo.

Realtà ordinarie

Al di là della propria realtà ordinaria che vale la pena conoscere  in tutti  i suoi dettagli, non si è in alcun modo obbligati a vivere ulteriori forme di individualizzazione. Cercare di vivere come individualità altre forme di coscienza, diverse da quella ordinaria ma comunque definite in modo individualizzato, non apporta nessun arricchimento sostanziale alla percezione.  Definire, per se stessi ed altri, gradini  evolutivi di coscienza, tentare di connettersi ad altre entità tramite meditazione, non significa altro  che recepire esclusivamente la manifestazione individualizzata dell’ entità. Quelle forme, in quanto individualizzate, per quanto suggestive possano essere, non sono strutturalmente dissimili dalla nostra forma ordinaria. La suggestione della potenza percettiva di altre entità  è incontestabile, ma non è di nessun interesse la percezione intesa come potenza, di qualsiasi forma sia quella potenza. Qualsiasi manifestazione individualizzata come quella umana, contiene molto più che un semplice comune denominatore a tutte le forme individualizzate. Le forme individualizzate si condizionano a vicenda in una sorta di circolo che si autopotenzia in modo conservativo, molto simile negli effetti sulla propria esistenza all’effetto guaina della membrana-involucro in cui si vive. Di fatto le entità dotate di individualità condividono in parte lo stesso involucro. Tutte le suggestive  percezioni, poteri e profonde emozioni attribuite ad altre entità hanno il loro senso solamente se vissute al di fuori della propria ed altrui individualità. Ma al di fuori della individualità non posiamo costruire alcun percorso  logico né trovare alleati in qualche modo delimitabili. La  difficoltà di dare un senso alle intense percezioni  che si provano al risveglio interiore del riassorbimento è comune a tutte le entità individualizzate; quel senso è altro dall’individualità, non può essere rappresentato in modo certo e logico, può essere evocato, ma le evocazioni si estinguono rapidamente.

Non esistono scorciatoie né trucchi per percorrere la via che unisce la realtà ordinaria al  riassorbimento.

 

 

Inserito in hatha yoga, Health and wellness, poetry, Salute e Benessere, yoga | Etichette , , | Lascia un commento

Senza controllo, insieme

Senza controllo- I segnali  si frammentano, voci accurate richiamano i respiri, nelle vertebre si scioglie la vita, il ventre afferra i primi vortici, si osserva e, senza esitazione, si divetna umani. Il tocco della luce separa, un lembo incolore vibra, non avvolto dall’epidermide, emette senza protezione, prima di sorgere tra noi. Gli  abbracci fluttuano, sono pieni di gesti decisi ma privi di direzioni, svuotati d’ogni forza conducono interi processi in modo impalpabile Nel mondo della Natura le connessioni sono generative, si esplicano producendo  infinite entità che vengono chiamate energie, forze, desideri, emozioni. A un tratto un un gesto naturale  si muove senza possedere più la propria direzione ed il proprio contesto. E’ questo particolare movimento  che si intende per “ muoversi al di fuori della guaina, non avvolto nella membrana, , non controllato da alcun respiro”.

Insieme- Quando il cuore si espande la percezione ordinaria  cessa di essere isolata all’interno della membrana, si espande oltre la membrana, senza più la capacità generativa che aveva all’interno dell’involucro naturale. Così facendo la percezione ordinaria diventa altro dalla percezione stessa,  diventa qualcosa di impossibile da definire, rassomiglia a tensioni , impulsi, animazioni che precedono ogni intenzione. Inoltre sparisce l’automatismo interpretativo proprio della percezione ordinaria secondo il quale tutto  l’esistente procede secondo un principio di causa effetto, con l’effetto già   contenuto in potenza nella causa.  Ciò che si manifesta, è connesso in un modo decisamente più raffinato del pricipio di causa-effetto. Per l’esattezza non esiste nessun principio di causa ed effetto, nessuna unità, nessuna dualità. Ogni analisi si siluppa all’interno della percezione ordinaria. Quando il cuore si attiva, lentamente le tracce “ ordinarie “ si dissolvono e le manifestazioni incredibilmente animate, vitali, assorbono ogno presenza ordinaria. Per un attimo lunghissimo appare una realtà composta di entità non individuali indipendenti e tuttavia estremamente connesse perché insieme animate, senza nemmeno una possibilità di individuazione come insieme.

Inserito in hatha yoga, poetry, Salute e Benessere, yoga | Etichette , | Lascia un commento